Epico, oscuro, arcaico. Meraviglioso e terreno, come solo la Terra sa essere..... e la Terra in questione non è una fredda e gelida landa nordeuropea, bensì l'assolata e calda Sicilia. Può sembrare strano che una regione simile possa generare gruppi di tale (oscura) portata... eppure, oltre allo splendido mare e ad una Natura pressocchè incontaminata, questa terra, che ha visto
passare su di sè greche e normanne genti, ci offre anche un'eccellente quantità di ottimi gruppi, perlomeno in ambito black. I Legion Of Darkness si formano nel 2001 per volontà di Lord Inferos e Flagellum. Dopo un primo demo dal titolo "Hymns to Blasphemy" (limitato a poche
copie e distribuito nel ristretto ambiente palermitano), approdano nel 2003 alla registrazione (rigorosamente in self) di questo omonimo democd. Lo stile è un puro Pagan Black Metal, sul genere dei Graveland e dei primi Behemoth (...And the forests dream eternally, From the pagan vastland e Sventevith, di cui la brevissima The Touch of Nga ha probabilmente ispirato la composizione della ben più articolata La Danza Del Satiro), ho riscontato anche qualche lontana eco di Immortal e Darkthrone, ma sono solo riferimenti sommari. Detto questo, è bene lasciare la fonte d'ispirazione dove sta, perchè i Legion si discostano decisamente dalla sorgente! Come un fiume, o un torrente in piena, si dirigono dritti verso il mare, incuranti della corrente. Il demo, infatti, si apre con una traccia, La Danza Del Satiro, a dir poco splendida. L'intro è dominato da una melodia di chitarre che, a metà traccia, cambiano sound e si fanno "acustiche", accompagnate da epicissimi tamburi... appena il tempo per un passo di danza tra un Satiro e una Ninfa, poi tutto torna come prima e le chitarre sfumano... verso la seconda traccia. The Woods Stretched Inside Me, ha un inizio devastante. E la devastazione sonora continua per tutto il pezzo. Bellissimi (e, giustamente, in sottofondo) i cori che accompagnano alcune parti della traccia. Anche il testo è degno di nota, e ci permette di capire che cosa intendano i Legion per "Pagan". Il Pagan Black è un genere spesso interpretato "a piacimento", non avendo canoni standardizzati e precisi. Alcuni intendono il Pagan come una sorta di folk qualunquistico, altri come una sorta di imitazione di modelli nordici Sword&Blood, altri invece, come i Legion of Darkness, cercano all'interno delle proprie (in questo caso, nostre) radici culturali il proprio, personale, modus compositivo e testuale... "And run to stand by side of Diana, and searching in me, man, solutions for the cosmos mistakes...". (Con questo, intendo dire che, essendo la terra italica ricca di cultura e folklore quanto le terre nordiche, spesso è inutile andare a cercare lontano cose che qui abbiamo in abbondanza. A prescindere dal fatto che io nutra per la tradizione nordica un amore viscerale, ci sono tantissimi riferimenti che possono essere attinti dalla nostra tradizione autoctona, senza per forza dover scomodare Odino e Thor... abbiamo un Pantheon vastissimo, e tradizioni folkloriche che si intrecciano alla magia naturale e alla musica che, già di per sè, sono un bagaglio culturale importante). La terza traccia,"...And This Will Become Past", cambia radicalmente tono e sembra far da contrappunto alla prima. Questa traccia è evocativa, atmosferica, pervasa da un'aura di magia e di incanto... come fosse un quadro, a far da sfondo è il vento, e il suono di una chitarra dipinge una malinconica melodia
sulla quale si innesta un cantato sussurrato... ma più che un semplice "cantato sussurrato", lo definirei quasi una nenia, un mantra, una poesia, o una specie di "invocazione rituale" ad una qualche italica divinità... peccato non sia reperibile il testo, avrei voluto capirne il significato! (Il testo in questione è in italiano, ma si riescono a comprendere solo poche parole). Il quarto pezzo, "Ancient Pagan Rites", è anche (purtroppo) l'ultimo del minicd. Come ho accennato prima, questa traccia è "cattiva" quanto la seconda. L'inizio è folk, ma la calma dura poco... neanche 20 secondi, e una raffica di chitarra e batteria prende il sopravvento. Il testo, come il cantato in scream, è disperato... e racconta di un uomo in lotta con il mondo lo circonda... la
modernità di un Presente "cristianizzato" contro il ricordo di un glorioso Passato dominato dagli elementi e dagli Dei... "That has been and it isn't anymore. Era of decadence, era of decadence.. Why I was born in your womb?"... tutto questo, mentre la Natura, silente, sta a guardare... "But the wind be silent in his sad lament"....
In conclusione, non resta molto altro da dire, una sintetica descrizione delle quattro tracce che compongono questo "gioiellino" non rende comunque merito al demo. L'unico modo per apprezzarlo è solo ascoltandolo. I Legion of Darkness hanno grandi potenzialità, e soprattutto, molto da dire, spero davvero che riescano quanto prima a trovare una label che li promuova. Ci sono così tante schifezze in giro, che è davvero terribile pensare ad un gruppo così promettente
ancora senza un contratto! La band sta comunque ultimando i pezzi che faranno parte del futuro primo cd-studio. Considerate le premesse... non ci si può aspettare che ottimi risultati. Un'ultima parola per il voto: sarebbe stato un 9 pieno, ma poi il ripetuto ascolto della traccia numero 3 mi ha fatto optare per un 9/10, perchè un pezzo "semplicemente e genuinamente bello" è molto più difficile da comporre e vale molto più del solito pezzo true evil fucking old style black! La bellezza della semplicità è l'anima stessa della Natura.... (E del resto, opinioni personali sunt!).