| REVIEWS ABOUT "LEGION OF DARKNESS " | ||
| By Paola "Mystika" Di Marco 7+/10 |
Webzine: METALMANIACS |
Website: |
I Legion Of Darkness si formano nel 2001 a Palermo come duo black metal dedito a sonorità volutamente old style di stampo norvegese. Dopo un demo prodotto nel '02 ecco ora i Legion Of Darkness tornare forti di un secondo parto di tutto rispetto, stavolta omonimo. Si tratta di un dischetto davvero di buona fattura, anche se purtroppo quantitativamente scarno. Mi riferisco al fatto che delle quattro tracce proposte solo due siano brani effettivi ("The woods stretched inside me" e "Ancient pagan rites"), mentre i restanti ("La danza del satiro" e " …and this will become past") sono rispettivamente un intro e un break atmosferico. Comunque, a parte questo, la sostanza effettiva del demo è senz'altro succosa e convincente. I nostri si muovono con disinvoltura nell'ambito del black metal grezzo e sgraziato made in Norway, caro alle sonorità dei primi Burzum, Immortal e Darkthrone, per intenderci. L'intro di cui sopra dà inizio alle danze con un bel giro di chitarra dal sapore pagan/folk, dimensione per la quale i nostri dichiarano di aver optato, per quanto riguarda il materiale ancora in fieri. E difatti a tratti sono rinvenibili sprazzi melodici facilmente riconducibili a tale filone (per esempio le belle, ma fugaci intromissioni di chitarra acustica in "The woods stretched inside me", che ricordano da lontano i Dimmu Borgir di "For all tid"), ma per ora soltanto allo stato germinale. Quel che regna incontrastato, almeno per adesso, è il black metal crudo e rozzo che ha fatto giustamente la fama delle formazioni nordiche sopra citate. Andando nello specifico: "The woods stretched inside me" parte con un giro emozionalmente un po' insipido, ma si riscatta nell'immediato grazie ad una sferzata chitarristica assolutamente vincente. I Legion Of Darkness sono abili nello stravolgere le carte in tavola sfoderando melodie pregne di pathos fino al midollo e spesso ispirate al sommo grado. La song in questione, infatti, insieme all'altro brano effettivo "Ancient pagan rites", regala vertiginosi momenti di tensione, vantando partiture chitarristiche che vanno a incidere sulla carne come pugnalate al cuore. Sinceramente una vera e propria goduria per le mie orecchie tanto spesso maltrattate… Belle in particolare le vocal, viscide e marce al punto giusto: rantoli lamentosi che grattano che è un piacere! Ottime ripeto, alcune aperture chitarristiche. Peccato solo per certe lievi ingenuità compositive che minano ancora il songwriting della band, nella fattispecie un riffing talvolta scialbo, che compromette l'altrimenti incontestabile bellezza delle song di cui sopra. Il voto in ogni caso risente del fatto che ho a disposizione solo due brani per giudicare l'operato della band, quindi preferisco non sbilanciarmi per adesso, con la speranza di sentire presto l'imminente full length autoprodotto, che di certo mi offrirà maggiori spunti di valutazione. E dopo le sensazionali creature nere partorite da Sterminio e Fortiis, ecco un'altra formazione black metal pericolosamente militante nella nostra bella Sicilia. Che il futuro del black metal debba giungerci proprio da lì, piuttosto che dalle affollate lande nordiche? Pare proprio di sì: date voi un'ascoltata a queste tre band e ditemi se non ho ragione… |
||