REVIEWS ABOUT "MERIDIES"
By Francesco Gallina "Raven"
80/100
Webzine:
METALLIZED

Website:
http://www.metallized.it/

Ottimo, veramente ottimo.
E’ solo così che posso definire il promo dei miei corregionali Legion of Darkness, una interessantissima band che purtroppo non avevo mai avuto modo di ascoltare in precedenza e dedita ad un Black Metal che definirei senza esitazione “molto siculo” per atmosfere e temi trattati, ed impreziosito da venature Epic e lunghi intermezzi melodico/acustici che prevedono l’uso di strumenti quali violino, violoncello e flauto traverso.

Attivi dal 2001 i Legion of Darkness hanno all’attivo un album intitolato Cantus, e provano adesso a sfondare definitivamente con Meridies, un promo di cinque pezzi per complessivi cinquanta minuti di musica, che però nella versione per addetti ai lavori viene fornito con solo tre pezzi più un video.
Si tratta di un Black Metal di impostazione anni 90, che però si evolve spesso in lunghi passaggi Epic-oriented sorretti da passaggi in clean, uso mirato delle tastiere ed una atmosfera generale che riporta a tempi lontani e di splendori passati, il tutto però in chiave quasi onirica, rarefatta, subliminale eppure potente ed assolutamente Black nella sua impostazione, senza mai annoiare pur in presenza di composizioni lunghe ed articolate, il tutto anche per merito di arrangiamenti curati ed assolutamente adatti all’atmosfera generale.

Profumi pagani, paesaggi brumosi ed arcigni come quelli dei monti dell’entroterra siculo che poi all’improvviso digradano verso il mare che mi hanno visto nascere e che quindi conosco bene, ed improvvisi squarci di intensissima luce abbagliante, queste sono le ipnotiche sensazioni risvegliate dall’ascolto di Meridies, tutto ciò anche per merito di testi di impostazione classica, quasi greca nel senso antico del termine e che prevedono l’accorto e riuscito uso dell’Italiano in alcuni frangenti.

Il vero valore aggiunto del Cd è però rappresentato dall’uso di strumenti classici, sempre usati al momento giusto e con il giusto peso, per aggiungere ed esaltare e non per soffocare e produrre ridondanza, in modo che la moltissima carne al fuoco abbia sempre un senso compiuto, un filo logico a dispetto dell’apparente diversità.
A questo proposito, dopo aver assimilato gli undici minuti e ventitre dell’opener Sentenced to Eternity - una continua pioggia di blastbeat, rallentamenti, aperture melodiche e soli pianoforte/chitarra - ed i nove abbondanti di Songs of War - epicissima e piena di pathos, fino all’irrompere di flauto e chitarra acustica, buono anche l’uso dei cori.
A chiudere Ithaca - presente anche in versione video assieme ad alcune foto firmate Karin Baldanza, altro nome noto nel giro del metal palermitano – un pezzo quasi completamente acustico, delicato e pienamente onirico, un volo d’uccello su paesaggi mediterranei, forse esistenti, forse sognati, ed un arpeggio che poteva stare su qualche vecchio lavoro di R.J. Dio, ed a questo proposito qualche eco Doom fa capolino qua e là in tutto il promo.
Anche il video è coerente proponendo scorci siculi insieme a visioni della Magna Grecia.

Non è un lavoro rivoluzionario, e volendo alcune influenze tipicamente Pagan potrebbero essere facilmente rintracciate tra i solchi di questo lavoro, ma funziona, e funziona bene, denotando gusto, personalità e capacità di scrivere la musica dando forma ed equilibrio alle molte idee che compongono i pezzi, qualità questa abbastanza rara.
Spero vivamente che riescano ad ottenere l’attenzione che meritano, perché trovo deprimente che certe realtà straniere che non valgono niente incidano regolarmente, mentre i Legion of Darkness devano scontrarsi contro quella italiana.