REVIEWS ABOUT "MERIDIES"

By Hellvis
8/10

Webzine:
SHAPELESS ZINE

Website:
http://www.shapelesszine.com/

Dopo aver recensito il bellissimo "Cantus", ormai nel 2004, e di averne scritto un'intervista per Shapeless Zine, ammetto di aver perduto per un po' le traccie di quel formidabile gruppo siciliano chiamato Legion Of Darkness. Sì, sapevo fossero attivi, e li avevo incontrati nuovamente in alcune compilation, "I Fiori Del Male Vol.2" e "Metalmessage Vol.3", rispettivamente del 2004 e del 2006. Avevo saputo inoltre che "Cantus" era stato ristampato professionalmente, e come album, nel 2005 dalla The Oath Records. Dopodichè, silenzio. A parte trovarne il nome scritto qui e là, e vederli presenti nel gran calderone di MySpace (http://www.myspace.com/legionofdarknessita).
Ma ora eccoli di ritorno. Per presentare il loro nuovo lavoro "Meridies", i Legion Of Darkness ci hanno inviato questo bel promo, dove sono presenti tre delle cinque tracce che andranno a comporre il full-length. Quindi, ai recensori sono stati concessi 25 minuti dei 50 complessivi per introdurre al pubblico, il comeback di quest'ottimo gruppo palermitano.
Il promo, in bianco e nero, è decorato dall'immagine di un elmo greco. Nelle due paginette interne, c'è una foto dei membri del gruppo e varie informazioni relative alla band ed agli ospiti. Ecco che quindi i Legion Of Darkness si presentano con Lord Inferos alla voce (ed è lo scrittore dei testi), Flagellum alle chitarre, al mandolino ed ai cori, ed Adranor (già in Heruka e Throne Of Molok) al basso ed alle tastiere. Tra gli ospiti, Zakrathor dei Nazgul si occupa della batteria, e troviamo inoltre Rossella Aprile al violino, Giuseppe Civiletti al violoncello, Vito Guarrata al flauto e Giulio Di Gregorio ai cori.
Delle note severe di basso e chitarra aprono "Sentenced To Eternity". L'intervento della tastiera si concretizza in un crescendo epico, sottolineato dai battiti marziali della batteria. La canzone entra nel suo vivo con gli strilli potenti di Lord Inferos, che presto si mutano in vocalizzi puliti di buona fattura. Il suono d'assieme è denso e potente, e devo complimentarmi con il lavoro degli studi Hangar18 e Raven: finalmente la musica dei Legion Of Darkness gode di una registrazione professionale, e questo va a tutto vantaggio dell'espressività dai nostri. Si ascoltino ad esempio i passaggi acustici, dove le chitarre creano atmosfere malinconiche e calde. A seguire, un breve pausa ed una ripartenza ferocissima da parte dei nostri, sostenuta da un blastbeat devastante. L'arrangiamento, ricco e stratificato, dà vita ad un insieme di sensazioni, che nascono dall'unione tra la brutalità esecutiva e la melodia onnipresente. Una melodia costantemente in minore, dalle forti componenti pagane ed epiche. Uno dei punti di forza dei Legion Of Darkness è sempre stata la creatività: fa piacere constatare che tale qualità non sia andata persa nel tempo. I siciliani inanellano riff su riff, uno più bello dell'altro. E le melodie, beh, riconciliano con il pagan, troppo spesso vittima di un'eccessiva aderenza ai canoni, e quindi colpevole di assomigliarsi sempre un po'. Nonostante il gruppo non apporti chissà quali novità al genere, si dimostra comunque stuzzicante grazie ad un gusto per la complessità (strutturale, più che altro) che a volte sembra quasi strizzare l'occhio al prog (cosa che non si concretizza mai definitivamente, ma un occhio di riguardo per le strutture complesse è innegabile): si senta ad esempio l'accoppiata di assoli pianoforte più chitarra, e successive variazioni. Anche il minutaggio di undici minuti ha un sapore quasi da mini-suite. In genere le lunghe composizioni pagan tendono a ripetere alcuni passaggi all'infinito. I Legion Of Darkness invece variano sempre, pur mantenendo salda una coerenza di fondo. La carne al fuoco è tanta, ma non è mai eccessiva. Il discorso musicale della band è coerente, e questo la rende ammirevole. Davvero, undici minuti che non annoiano ma, anzi, appassionano e rapiscono. Finale sulle note del pianoforte.
"Songs Of War" ha una partenza spedita che non ci dà tempo di rifiatare. Occorre aspettare la prima variazione ritmica per entrare in sintonia con un brano arrembante ed eroico. La componente epica si è fatta davvero consistente ma, sorpresa, viene subito smorzata da qualche battuta bucolica suonata da chitarra acustica e flauto. Questa capacità di sorprendere, di mantenere sveglia l'attenzione, di comunicare al cuore ed alla mente è sempre stata nelle corde del gruppo, ma con gli anni si è perfezionata. Le variazioni ritmiche sono tante, ma la band sembra dare il suo meglio nei momenti meno furiosi, anche perchè in questa canzone svolgono un ruolo importante i vari ospiti, al violino ed al violoncello. In questo senso, "Songs Of War" è estremamente diversa da "Sentenced To Eternity", che lascia poco spazio alle sonorità più soft, a favore di un assalto all'arma bianca. Invece "Songs Of War", nonostante il titolo, predilige un arrangiamento più vario, capace di comprendere dei cori bellissimi, dal forte piglio epico, e suoni morbidi, che si contrappongono alla violenza delle parti più aggressive. Molto buona la prova di Zakrathor: è un peccato che non sia il batterista dei Legion Of Darkness in pianta stabile. Buono l'utilizzo di versi in italiano nel testo. Coda malinconica ad opera della chitarra acustica.
Ed acustica è "Ithaca", brano conclusivo del promo e del quale è stato girato un video presente nella sezione multimediale del CDr (che oltre al video contiene anche alcune foto dei musicisti). Le sonorità ricreate dagli strumenti a corda acustici donano al brano un sapore estremamente mediterraneo, e l'aspetto di antichità, quasi cinematografica, è dato dai rintocchi dei tamburi (prima radi, poi praticamente battaglieri), dal suono del violino e da quello del flauto. La parte cantata è quella centrale, con cori semioperistici estremamente ispirati e ben realizzati, ma che comunque occupano una piccola parte di una composizione, per la maggior parte della sua durata, strumentale. "Ithaca" segna comunque un ulteriore sviluppo nel suono del gruppo siciliano, sempre più eroico e sempre più capace a dar vita a scenari passati, di battaglie epiche e di civiltà inghiottite dal tempo, ma che hanno lasciato un segno decisivo in grado di durare fino ai giorni nostri. Davvero una prova soddisfacente, così come soddisfacente è il video, editato professionalmente da Francesco Siro Brigiano. Sull'accompagnamento della musica, scorrono immagini tipicamente mediterranee, della Sicilia tanto cara ai nostri: le spiagge, i paesaggi arsi dal sole, le spighe di grano, gli arbusti in fiore. Una natura calda e profumata, sulla quale scorrono immagini di dipinti di scene mitologiche, e vasi di fattura greca. La Magna Grecia sembra rivivere in tutto il suo splendore, mano a mano che le immagini scorrono e la musica avanza. E lasciano lo spettatore affascinato, ed un pochino malinconico.
La versione completa dell'album "Meridies" conterrà anche le due canzoni qui assenti, e cioè "Ek Pétras" e "Ciclo D'Acciaio", delle durata di quattordici ed undici minuti circa. Tanto materiale quindi, ancora sconosciuto. Conoscendo però la band, ed alla luce di quanto ascoltato nel promo, credo proprio che si possa andare sul sicuro. Anche i Legion Of Darkness possono stare tranquilli. Non devono essere dubbiosi del risultato dei loro sforzi, per quanti problemi possano avere avuto tra il 2006 ed il 2007, quando la band ha rallentato la sua attività. Anche se la concezione di alcuni brani può essere risultata macchinosa, il risultato finale parla da solo. Ci sono tanti gruppi pagan, pagan/black in Italia. Ma i Legion Of Darkness riescono sempre a distinguersi. E "Meridies" sembra confermare la crescita continua di questo trio. Spero che trovi presto un'etichetta, che sappia promuoverlo a dovere e farlo conoscere non solo nel nostro paese, ma anche all'estero.